Malore durante la messa, salvato un anziano

Malore durante la messa, salvato un anziano

In arresto cardiaco durante la funzione, ma arrivano i volontari della Misericordia di San Pietro Martire
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MEDIAGALLERY 4

Sarebbe scontato definirlo “miracolo”, visto anche l’ambiente in cui questa storia a lieto fine ha avuto luogo. Ma soprattutto non renderebbe merito alla determinazione dei quattro volontari che ieri mattina, nella chiesa di San Gervasio, hanno salvato un anziano colto da un arresto cardiaco mentre stava partecipando alla Messa. Gli angeli appartengono alla Misericordia di San Pietro Martire, un “Pet”, Punto Emergenza Terrotoriale che ha sede in viale Paoli.

La chiamata, giunta al 118, è stata quindi girata alla squadra che ieri mattina, alle 10, era in servizio in quella struttura: nel giro di qualche secondo – grazie anche alla vicinanza tra la sede di questa Misericordia e la piazza in cui si trova la chiesa – i volontari si sono fatti spazio tra i fedeli ed hanno iniziato le manovre di soccorso. Fondamentale il defibrillatore: oltre al massaggio cardiaco, infatti, i quattro operatori (due di secondo livello, gli altri di primo livello) hanno posto le piastre necessarie alla diagnosi sul paziente e la macchina, di cui è provvidenzialmente dotata la Misericordia di San Pietro Martire, ha consigliato di andare avanti con lo “choc”. Manovre che hanno permesso di “riprendere” l’anziano, in attesa dell’arrivo, qualche minuto più tardi, dell’automedica. Che ha traportato il malato al pronto socccorso di Careggi.

Secondo le informazioni in possesso dell’associazione, nel pomeriggio le condizioni dell’uomo sono leggermente migliorate. Notizia che rende ancora più grande la soddisfazione dei protagonisti dell’intervento, condivisa con il grande mondo del volontariato che, indistintamente dai “colori”, svolge ogni giorno un ruolo sociale e sanitario fondamentale.

Lo descrive bene Alberto Locchi, ex consigliere comunale e presidente della Misericordia di San Pietro Martire. «Tutti i cittadini devono far parte della catena di soccorso – dice Locchi –. Purtroppo l’arresto cardiaco, il blocco improvviso del cuore causato da un infarto, un ictus o un trauma inaspettato e improvviso, esiste e colpisce una media di una persona ogni mille abitanti. Bisogna sapere che se in casa di arresto cardiaco non si interviene con almeno manovre manuali nei primi quattro minuti ci possono essere conseguenze irreversibili. Siccome a Firenze il tempo medio di arrivo di un’ambulanza è di otto minuti, sarebbe bene che ogni cittadino sapesse fare manovre di rianimazione». Utilissimi anche i defibrillatori, che Locchi ha contribuito a “seminare” in alcuni punti della città.

Gennaio 2017 | © La Nazione

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