Parma, arresto cardiaco durante ginnastica: 15enne salvato al Maggiore

Parma, arresto cardiaco durante ginnastica: 15enne salvato al Maggiore

Fondamentale il massaggio praticato dall’insegnante. Il ragazzo sta bene e inizierà un percorso riabilitativo. La mamma: "Grazie a tutti. Avete fatto un lavoro impagabile"
Seconda da sinistra Amelia, mamma di Lorenzo; al suo fianco (verso destra) la dottoressa Antonella Vezzani e al centro il professor Tiziano Gherli.

Lorenzo, studente di 15 anni dell’istituto tecnico di Montecchio, lo scorso 16 ottobre si era accasciato al suolo durante l’ora di educazione fisica.

Oggi ha il sorriso sul volto quando esce dal reparto di cardiochirurgia dell’ospedale di Parma, salutando il personale del reparto. Sorride, come i suoi genitori, mamma Amelia e papà Gianni. Un gesto naturale di serenità e di speranza, perché il peggio è ormai alle spalle.

Adesso, dopo 57 giorni di cure, un intervento chirurgico e 15 giorni in circolazione extracorporea (la macchina che sostituisce temporaneamente le funzioni cardio-polmonari) potrà iniziare il percorso riabilitativo per un completo recupero.

Un particolare ringraziamento arriva dai genitori di Lorenzo: "Medici e infermieri - spiega la mamma - hanno svolto un lavoro impagabile, dimostrando attenzione professionale e umana verso Lorenzo e verso di noi. Ringrazio veramente tutti di cuore dall’istituzione scolastica a chi, con un gesto, una parola, ci ha dimostrato affetto e vicinanza in questi due mesi".

A metà ottobre l’arresto cardiaco improvviso, un massaggio praticato all’istante dalla sua professoressa che aveva frequentato i corsi di rianimazione cardiopolmonare, fino all’immediato arrivo dei soccorsi, con l’eliambulanza della centrale operativa Emilia ovest del Maggiore di Parma.

Le prime cure dell’anestesista Andrea Ramelli che proseguiva il massaggio cardiaco e la ventilazione meccanica e la corsa nelle sale operatorie della Cardiochirurgia. Al primo piano del padiglione centrale dell’ospedale di Parma, l’equipe chirurgica dedicata condotta da Antonella Vezzani, responsabile della Terapia intensiva cardiochirurgica, insieme a Bruno Borrello, Andrea Agostinelli e Tullio Manca, applicava, in condizioni di emergenza, la circolazione extracorporea.

"Subito dopo - spiega Vezzani in una nota diramata dal Maggiore - il cuore di Lorenzo ha ripreso a battere e dopo alcuni giorni si è stabilizzato. Mantenendo sempre il paziente in circolazione extracorporea è stato possibile eseguire le indagini diagnostiche che hanno rivelato la presenza di una grave anomalia congenita che richiedeva un’immediata correzione chirurgica".

Il ragazzo è stato operato dall’equipe cardiochirurgica dell’Azienda ospedaliero-universitaria diretta dal professor Tiziano Gherli, con l’intervento del professor Gaetano Gargiulo, direttore della Cardiochirurgia pediatrica e dell’Età evolutiva del Sant’Orsola Malpighi di Bologna, arrivato in consulenza perché la gravità delle condizioni cliniche del ragazzo precludevano il trasferimento a Bologna.

"Dopo qualche giorno – conclude Vezzani - è stato possibile rimuovere il supporto extracorporeo, sospendere la sedazione e assistere a un graduale recupero della funzione cardiaca e dello stato di coscienza".

L’intervento di rianimazione in circolazione extracorporea è un evento eccezionale che è stato possibile effettuare grazie alla tempestiva attivazione della catena
dei soccorsi e alle abilità tecniche del personale medico, infermieristico e tecnico dell’ospedale di Parma.

"Questo risultato – spiega Massimo Fabi – direttore dell’Azienda ospedaliero-universitaria – dimostra la capacità dei professionisti di fare squadra nei percorsi di cura a elevata complessità e l’alto livello di competenza tecnica della scuola cardiochirurgica di Parma". (frana)

Dicembre 2017 | © Repubblica

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