Salva passante colto da infarto per strada: ”Sono un infermiere, non un eroe”

Salva passante colto da infarto per strada: ”Sono un infermiere, non un eroe”

Stefano, infermiere bolognese della Croce Rossa, era in vacanza a Volterra quando ha salvato l’uomo colpito da malore
infermiere bolognese della Croce Rossa,

Volterra (Pisa), 13 aprile 2017 - "Io un eroe? Ma per carità, non esageriamo. Sono un infermiere. E lo sono anche quando passeggio per strada o mi trovo in vacanza". Non ama certo le etichette o gli appellativi ridondanti, Stefano Cremonini. Paramedico bolognese in forza alla Croce Rossa del capoluogo emiliano, è proprio lui il misterioso soccorritore che ha rimesso in moto il cuore di Umberto Guidi, giornalista in pensione de La Nazione di Viareggio che si è accasciato a terra durante una gita fuori porta in quel di Volterra. Proprio il collega Guidi aveva lanciato un Sos per rintracciare quelle mani "piovute dal cielo" che gli avevano praticato, subito, un massaggio cardiaco salva-vita. Cremonini è abituato a gestire le emergenze, anche quelle più difficili. Lavora sulle ambulanze in una città come Bologna. E’ uno tosto, insomma. Ma questa è stata la prima volta in cui si è trovato a sostenere il peso di un caso grave in libera uscita.

Stefano, che ricordi ha di quel giorno?

"Allora, mi trovavo in vacanza a Volterra con la mia ragazza. Stavo entrando in centro e a un certo punto ho visto un uomo svenire. Era a circa 30 metri dal punto in cui mi trovavo io. Non ho perso tempo e mi sono precipitato".

Guidi ci ha raccontato che, se non fosse stato per il suo aiuto, le cose si sarebbero messe davvero male.

"Beh, ripeto, non voglio essere dipinto come un angelo. Ho fatto il mio dovere. Niente di più".

Ok, non vuole essere definito un eroe. Fatto sta che gli ha salvato la vita.

"Vero, non lo nego. Gli ho praticato subito il massaggio e la respirazione, se pur lievemente, ha ripreso. Un ragazzo che passava di lì ha chiamato il 118, e i colleghi hanno fatto il resto".

Insomma, si trovava nel posto giusto al momento giusto.

"Esatto. Diciamo che si è trattato di una serie di circostanze fortunate. Io che passavo di lì, l’automedica e l’ambulanza vicine che sono arrivate in un battibaleno e un ospedale a meno di 300 metri. Credo che non fosse davvero arrivato il momento, per Umberto".

Ha avuto modo di sentire Guidi e la sua famiglia?

"Sì. Grazie ai suoi appelli sul giornale e a un sito infermieristico, nurse.24.it, abbiamo avuto modo di parlare. Mi ha ringraziato tanto, ma io ho fatto solo il mio dovere".

Ilenia Pistolesi

Aprile 2017 | © La Nazione

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