Tivoli, scambio mortale di barelle Indagine per omicidio colposoTivoli, scambio mortale di barelle Indagine per omicidio colposo

Tivoli, scambio mortale di barelle Indagine per omicidio colposoTivoli, scambio mortale di barelle Indagine per omicidio colposo

La procura ha aperto un’inchiesta dopo che dal pronto soccorso due anziani, trasferiti nei reparti sbagliati, sono deceduti. Tra le ipotesi il caos cronico del Dea dell’ospedale, considerato tra i più malgestiti del Lazio
di Giulio De Santis
Ospedale

Scambio di barelle per due anziani, morti poi nel giro di poche ore, al pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni Evangelista di Tivoli. Il sospetto della procura tiburtina, che ha aperto un inchiesta per omicidio colposo, è che l’errore possa essere stato fatale: essendo stati trasferiti nei reparti opposti alle diagnosi effettuate al triage, ognuno ha ricevuto l’assistenza prevista per l’altro. Il più grave è finito in chirurgia mentre doveva essere inviato in rianimazione, che è stato il reparto dove è stato portato il (quasi) meno urgente.

Condizioni critiche
Lo scambio è avvenuto il 21 gennaio: a finire nel mirino degli inquirenti il personale medico di un pronto soccorso giudicato tra i più malgestiti del Lazio, come ha accertato un controllo svolto all’inizio del mese dai Nas. È opportuno sottolineare che le condizioni di salute delle due vittime - entrambi ottantenni - erano critiche, se non addirittura disperate. Appena giunti uno in chirurgia e l’altro in rianimazione sono deceduti dopo un’ora senza che ci fosse il tempo di effettuare interventi o somministrare medicinali. Avrebbero potuto essere salvati senza lo scambio? La risposta alla procura.

«Caos cronico»
Di certo rimane l’errore della confusione. Secondo una prima ricostruzione, a provocare l’inversione delle destinazioni è stato il cronico caos del pronto soccorso che ha mandato nel panico il personale. Le cartelle cliniche sono state messe sulle barelle sbagliate causando lo scambio. Sconcerto nei parenti dell’anziano deceduto in chirurgia: i familiari, andati in rianimazione, hanno trovato uno sconosciuto e quando si sono affrettati a raggiungere il loro caro era troppo tardi.

Gennaio 2017 | © Il Corriere della Sera

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